Glossario
189 termini con definizione e note d'uso. Filtra scrivendo qui sotto.
Acronimo sovrapposto che comprime tre coppie: B/D bondage e discipline, D/s dominazione e sottomissione, S/M sadismo e masochismo. Il termine si diffonde nei primi anni Novanta sulle reti telematiche, come sintesi di sigle preesistenti. Nota: le tre coppie sono indipendenti. Si può praticare D/s senza dolore, S/M senza gerarchia, bondage senza né l'una né l'altro.
Termine ombrello per interessi erotici che escono dal copione normativo. Più ampio di BDSM: include feticismi, pratiche non convenzionali, dinamiche di ruolo. Usato anche come aggettivo (kinky) e come identità (kinkster).
Interesse erotico centrato su un oggetto, un materiale o una parte del corpo non genitale. Distinzione utile: nel feticismo l'elemento è condizione dell'eccitazione, nel kink più genericamente è ingrediente. La distinzione clinica classica è più rigida di quella d'uso comune.
Sessualità e relazioni non kink. Descrittivo, non spregiativo, anche se il tono con cui viene usato varia. Si dice anche di persone (partner vanilla) e contesti (ambiente vanilla).
Prima cornice etica diffusa, formulata negli anni Ottanta in area statunitense (attribuita al Gay Male S/M Activists di New York). Sicuro, sano di mente, consensuale. Critica principale: "sicuro" e "sano" sono giudizi normativi, e chi decide dove cade il confine finisce per escludere pratiche legittime.
Cornice successiva (fine anni Novanta, attribuita a Gary Switch). Sposta l'accento dalla sicurezza assoluta, che non esiste, alla consapevolezza informata del rischio. Oggi è la cornice prevalente nella scena adulta.
Variante che carica sulla responsabilità individuale di ciascuna parte, non solo di chi conduce.
Proposta più recente, di area accademica, che aggiunge la cura relazionale come criterio autonomo.
Accordo dato conoscendo pratica, rischi, durata, condizioni. La conoscenza è parte costitutiva: senza informazione l'accordo non è consenso.
Il consenso è una condizione che deve permanere per tutta la durata della scena e può essere ritirata in qualsiasi momento.
Limite invalicabile. Non si negozia, non si testa, non si "spinge un po' oltre".
Limite condizionato: praticabile in certe circostanze, con certe persone, con gradualità, o dopo verifica.
Parola convenuta che interrompe o modula la scena. Deve essere estranea al contesto della scena, perché "no" e "fermati" possono farne parte.
Convenzione più diffusa: verde tutto bene, giallo rallenta o cambia, rosso stop immediato. Semplice, memorizzabile anche in stato alterato.
Alternativa alla safeword per chi ha la bocca occupata, non può parlare o ha una disabilità comunicativa. Tipico: un oggetto rumoroso da lasciar cadere, un numero di battiti, un gesto convenuto ripetuto. Da concordare e provare prima.
Conversazione precedente alla scena su desideri, limiti, salute, farmaci, trigger, durata, safeword, aftercare. È la parte che rende praticabile tutto il resto.
Elenco strutturato di pratiche su cui ciascuno segna interesse, disponibilità e rifiuto. Strumento di negoziazione, utile soprattutto tra persone che non si conoscono.
Superamento di un limite avvenuto per errore, fraintendimento o incidente, senza intenzione. Va riconosciuto, comunicato e riparato.
Superamento intenzionale o per noncuranza di un limite concordato. Costituisce un abuso, e come tale va trattato dalla comunità.
Gioco che simula l'assenza di consenso (rapimento, resistenza, uso senza permesso). Richiede negoziazione più fitta, non meno: safeword esterna alla scena o segnali alternativi, limiti definiti in anticipo, fiducia consolidata.
Categoria mobile: pratiche al confine del rischio accettabile per chi le fa. Non ha un contenuto fisso, dipende da esperienza e soglie. Copre anche pratiche potenzialmente letali (breath play, blood play, knife play), per le quali la lettura non sostituisce la formazione diretta.
Insieme dei rischi specifici di una pratica: fisici, psicologici, sociali, legali. Va esplicitato in negoziazione.
Regola diffusa: non si gioca sotto effetto di alcol o sostanze. Ridotta lucidità significa consenso e valutazione del rischio compromessi, per chi conduce e per chi riceve.
Chi assume il ruolo di guida e controllo nella dinamica. Domme e dominatrix sono le forme femminili, la seconda usata anche in ambito professionale.
Chi cede volontariamente controllo dentro limiti concordati. Cedere il controllo non significa perderne la titolarità: la scelta di continuare resta sempre in capo alla persona sottomessa.
Chi agisce fisicamente nella scena (lega, colpisce, conduce). Non implica dominazione: si può fare top senza dinamica di potere.
Chi riceve l'azione. Non implica sottomissione.
Chi alterna i ruoli, tra relazioni diverse o dentro la stessa.
Registro più intenso e strutturato di D/s, spesso con protocolli, contratto, dinamica continuativa. Il lessico deriva dalla tradizione leather. Il termine slave è oggetto di dibattito, specie in ambienti attraversati dalla questione razziale.
Chi trae piacere dal provocare dolore o disagio consensuale. Non coincide con il dominante: si può essere sadici e non dominanti.
Chi trae piacere dal ricevere dolore. Non coincide con il sottomesso.
Sottomesso/a che gioca disobbedendo, provocando, sfidando. Chi lo gestisce è detto brat tamer. È una dinamica, non un difetto di sottomissione.
Chi trova soddisfazione nel servizio pratico (compiti, cura, gestione) più che nella sensazione. Service top è chi esegue tecnicamente una scena su richiesta di chi la riceve, senza esercitare potere.
Ruoli dell'age play: chi assume un registro infantile o adolescenziale e chi si prende cura. Sigle diffuse: DDlg, MDlb, CGl.
Ruoli del pet play: chi assume un registro animale e chi lo guida o lo possiede.
Registro di gioco istintuale e non verbale, con dinamiche predatore-preda: inseguimento, lotta, morsi, suoni invece di parole. Ruoli: primal hunter, primal prey. Richiede un segnale di arresto che non dipenda dalla voce, perché la parola è sospesa per costruzione.
Chi lega, in particolare in shibari e sospensione. Rope bottom o rope model chi riceve la legatura, ruolo attivo e non passivo.
Nell'uso italiano corrente spesso usato come sinonimo generico di praticante BDSM. Impreciso: descrive solo una delle tre coppie.
Professionista che offre sessioni BDSM a pagamento. In molti contesti la pratica esclude il rapporto sessuale. Va distinta dal ruolo privato.
Persona sessualmente attratta dalle persone con disabilità. Termine nato dentro la comunità. Categoria complessa: esiste attrazione rispettosa e relazionale, esiste feticizzazione che riduce la persona alla menomazione, e il discrimine è il riconoscimento della persona intera. Acrotomofilia indica l'attrazione specifica per l'amputazione; pretender chi simula una disabilità che non ha; il desiderio della propria menomazione è fenomeno distinto, discusso come body integrity dysphoria.
Dinamica di potere concordata. Può essere limitata alla scena o estesa nel tempo.
Dinamica D/s che non si sospende fuori dalla scena. Non significa gioco continuo: significa che la struttura di ruolo permane nella quotidianità.
Cessione di potere estesa a molti ambiti della vita. Richiede fiducia molto alta e, in pratica, resta sempre revocabile: nessun accordo privato può rendere irrevocabile il consenso.
Insieme di regole di comportamento nella dinamica: come ci si rivolge, posture, permessi, rituali. Si distingue in alto, medio e basso protocollo a seconda della formalità e del contesto.
Documento che formalizza la dinamica. Ha valore simbolico e organizzativo, non giuridico: non rende lecito ciò che la legge non consente né vincola il consenso futuro.
Rituale di consegna e accettazione del collare, o di altro oggetto, con cui una dinamica viene formalizzata. Esistono gradazioni d'uso non codificate, con nomi variabili tra ambienti: collare di considerazione, di addestramento o formazione, definitivo.
Azione ripetuta e codificata che segna l'ingresso o la permanenza nel ruolo: una posizione, una formula, un gesto di saluto.
Frequenti nella scena, non coincidenti con essa. Da non dare per scontati.
Struttura relazionale allargata attorno a una figura dominante, con più persone e gerarchia interna. Retaggio leather, tuttora presente in alcuni ambienti.
Insieme di regole che rendono continua una dinamica di potere fuori dalla scena. Basso: poche regole in privato. Medio: struttura riconoscibile con posizioni, formule, rapporti. Alto: protocollo formale ed esteso, raramente sostenibile in continuo.
Applicato in privato oppure in presenza di altri. Il secondo coinvolge persone che non hanno acconsentito, e va negoziato di conseguenza.
Passaggio fisso di apertura in cui entrambi comunicano come sta il corpo quel giorno: cosa funziona, quanto dolore, quanta autonomia, quanta fatica. Dato tecnico da cui dipende ciò che è praticabile. Necessario nelle condizioni fluttuanti, utile per chiunque.
Documento che descrive ruoli, regole, limiti, durata e uscita di una dinamica. Nessun valore giuridico, nessun vincolo sul consenso futuro. Il valore sta nel processo di stesura e nella data di revisione.
Punizione che entrambi sanno essere parte del gioco, tipica delle dinamiche brat. Distinta dalla punizione con funzione correttiva.
Singolo episodio di gioco, con inizio e fine. Il termine indica anche, in altro senso, la comunità nel suo insieme (la scena italiana). Il contesto disambigua.
Sinonimo di gioco o sessione. In italiano si usa comunemente giocare nello stesso senso.
Gioco improvvisato con una persona appena conosciuta, tipicamente a un party. Richiede negoziazione rapida ma non superficiale.
Fase iniziale a bassa intensità che prepara il corpo, alza la soglia del dolore e permette di tarare la risposta.
Verifica durante la scena: domande brevi, richiesta del colore, osservazione dei segni fisici. Va fatto anche quando sembra che vada tutto bene.
Cura successiva alla scena: idratazione, calore, contatto, cibo, silenzio o parola a seconda della persona. Necessario anche per chi ha condotto. Comprende una parte differita, a uno e tre giorni, che intercetta il drop tardivo.
Conversazione a distanza di ore o giorni su come è andata. Distinto dall'aftercare immediato: serve a correggere, non a consolare.
Scheda sintetica con limiti, allergie, condizioni mediche, safeword. Usata in alcuni party.
Restrizione del movimento con corde, nastro, manette, cinghie, catene. Rischi principali: compressione nervosa, circolazione, caduta. Il nervo radiale al braccio è il punto di lesione più frequente.
Bondage di corda di matrice giapponese. Shibari significa letteralmente legare, kinbaku legatura stretta, con connotazione più erotica. Radici nell'hojojutsu, tecnica di immobilizzazione dei prigionieri, ricodificata in chiave estetica ed erotica nel Novecento.
Sollevamento parziale o totale del corpo tramite corde e punto di ancoraggio. Alto rischio: carico sui nervi, caduta, deterioramento rapido in caso di svenimento. Richiede addestramento in presenza.
Colpire il corpo. Strumenti principali: mano, paddle, flogger, cane (bacchetta), frusta, cintura. Zone sicure: glutei, cosce, parte alta della schiena. Da evitare: reni, colonna, articolazioni, collo.
Mordere il corpo del partner. Intensità dal segno lieve all'ematoma profondo. Limite tecnico unico e non negoziabile: la pelle non si rompe, perché il morso umano è tra le ferite a più alto rischio infettivo. La forza si dosa scegliendo il punto, non trattenendo la mandibola.
Morso eseguito per lasciare un segno visibile, in genere su tessuto molle. L'ematoma riproduce la forma dell'arcata dentale e dura giorni.
Membrana che riveste la superficie esterna dell'osso, tra i tessuti più densamente innervati del corpo. È la ragione fisiologica per cui un morso su una sporgenza ossea produce una sensazione sproporzionata alla forza applicata.
Le due qualità dell'impatto. Sting, pungente, energia scaricata in superficie: mano aperta, code sottili. Thud, sordo, energia che arriva ai tessuti profondi: paddle pesante, pugno chiuso. Il thud è considerato più sicuro perché il muscolo assorbe, e su corpi con massa muscolare ridotta questa premessa cade.
Gioco psicologico: manipolazione dell'aspettativa, scelte impossibili, inganno concordato, disorientamento. Unica famiglia di pratiche in cui il segnale di arresto può essere inghiottito dalla finzione, e per questo richiede un canale che ne stia fuori.
Situazione costruita in modo che ogni opzione disponibile abbia un costo. Forma di gioco psicologico che non richiede inganno.
Costruzione consensuale della paura, di solito tramite anticipazione, sensazione ambigua e deprivazione sensoriale.
Esame del corpo su comando, con commento di chi conduce. Protocollo ricorrente nelle dinamiche di servizio. Il registro del commento va negoziato: adorante, valutativo, clinico, degradante, appropriativo sono cinque esperienze diverse.
Corpo tenuto esposto per un tempo su ordine, senza che accada altro. La durata è la sensazione.
Trattare il corpo come oggetto da valutare, catalogare o usare. Confina con degradazione e feticismo.
Impact con flogger, frusta a molte code. Sensazione distribuita, modulabile dal sordo al pungente.
Impact con bacchetta rigida. Sensazione acuta e concentrata, tende a segnare, il picco di dolore arriva ritardato.
Sculacciata a mano. Immediata, tarabile, permette di sentire con il palmo la risposta del corpo.
Coppia di qualità della sensazione: sorda e profonda contro pungente e superficiale. Vocabolario indispensabile in negoziazione.
Manipolazione dell'input sensoriale: piume, tessuti, ghiaccio, unghie, vibrazione.
Sottrazione di canali percettivi: vista, udito, tatto, orientamento, tempo, tramite benda, cuffie, hood. Amplifica ogni altra sensazione e accelera l'ingresso in stati alterati. Quindici minuti di isolamento bastano a produrre alterazioni percettive documentate in persone sane.
Colatura di cera. La temperatura dipende dal tipo: le cere di paraffina da BDSM fondono a temperature più basse delle candele comuni: la distanza di colata modula il calore. Le cere con additivi e le candele profumate bruciano.
Inserimento di aghi sterili nella pelle a scopo di sensazione ed estetica. Richiede asepsi, aghi monouso, contenitore per taglienti, gestione del rischio ematico.
Roleplay in ambiente clinico, con strumenti reali o simulati. Va distinto nettamente dalla pratica medica: alcuni strumenti richiedono competenza reale.
Stimolazione elettrica erotica, con TENS o violet wand. Regola cardine: nessun passaggio di corrente sopra la vita, per non attraversare il cuore. Controindicato con pacemaker e patologie cardiache.
Limitazione dell'ossigeno. Tra le pratiche più pericolose in assoluto, senza margine di sicurezza affidabile: il danno cerebrale e l'arresto possono avvenire senza segnali premonitori. Il consenso non elimina il rischio.
Pratiche che coinvolgono sangue. Rischio infettivo elevato, implicazioni legali serie.
Uso di lame, spesso con effetto psicologico più che con taglio effettivo (edge play nel senso letterale del filo).
Uso di parole, situazioni o esposizione che generano vergogna consensuale. Da negoziare con precisione: il materiale è personale, e le parole efficaci sono spesso quelle che fanno male davvero.
Registro più intenso dell'umiliazione. Ha un rovescio speculare, praise o degradation-free play, per chi trova nella lode ciò che altri trovano nell'insulto.
Gestione dell'orgasmo altrui: edging (portare vicino e fermarsi), denial (negare), ruined orgasm (interromperlo sul culmine), forced orgasm (indurne oltre il desiderio).
Impedimento fisico o negoziato dell'accesso ai genitali, spesso con dispositivo. Uso prolungato: attenzione a igiene, circolazione, integrità della pelle.
Scena costruita su un canovaccio: interrogatorio, cattura, gerarchia professionale, incontro tra sconosciuti.
Assunzione di un registro animale: puppy play, kitten play, pony play. Ha gear e comunità proprie, in particolare il puppy play in ambiente gay.
Gioco su un registro d'età diverso dal proprio, tra adulti. Da tenere concettualmente separato in modo netto da qualsiasi coinvolgimento di minori, che non è kink ma reato.
Gioco istintuale, corpo a corpo, non verbale: morsi, graffi, inseguimento, lotta.
Adorazione di una parte del corpo: piedi, mani, muscoli, glutei. Dinamica di potere implicita nel gesto stesso.
Trattare consensualmente la persona come oggetto o arredo (human furniture).
Pratiche che coinvolgono l'urina. Scat per le feci, con rischio infettivo alto e diffusione limitata.
Uso controllato di fiamma sulla pelle, con alcol e applicatori. Rischio ustione, richiede formazione.
Produzione consensuale di segni: lividi, graffi, righe. Da negoziare per visibilità e durata, che hanno conseguenze sociali e lavorative.
Elenco di parole, temi e parti del corpo su cui non si dice mai nulla di negativo. Strumento tecnico centrale dell'umiliazione erotica e dell'ispezione, e il più spesso assente.
Segnale tattile di arresto mutuato dalle arti marziali: due colpi sul corpo dell'altro o sul pavimento. Usato nel primal, dove la voce è inaffidabile.
Nel roleplay: dentro la finzione, fuori dalla finzione per comunicazioni operative brevi, interruzione totale. Il livello intermedio è quello che quasi nessuno prevede e che serve di continuo.
Stato alterato di coscienza in cui può entrare chi riceve: analgesia, distacco, euforia, tempo distorto, ridotta capacità di valutare. Mediato da endorfine e adrenalina. Implicazione pratica: in subspace il consenso è meno affidabile, e la responsabilità di chi conduce aumenta.
Stato analogo per chi conduce: focus intenso, adrenalina, riduzione della percezione periferica. Comporta rischio di sottovalutare i segnali.
Caduta dell'umore nelle ore o nei giorni successivi, per riassestamento neurochimico. Non significa che la scena sia andata male.
Contraccolpo di chi ha condotto, spesso in forma di senso di colpa o di dubbio sulla propria adeguatezza. Frequente quanto il subdrop, molto meno riconosciuto e per questo più insidioso.
Punto in cui la sensazione passa da desiderabile a insostenibile. Si sposta con il riscaldamento, lo stato emotivo, il ciclo, la stanchezza, i farmaci.
Distinzione operativa: il primo è la sensazione ricercata, il secondo segnala un danno (crampo, formicolio, intorpidimento, dolore articolare). Il formicolio e la perdita di sensibilità nel bondage sono sempre segnali di stop.
Scarico emotivo che alcune scene producono: pianto, tremore, riso. Effetto ricercato, non incidente.
Stimolo che riattiva un vissuto traumatico. Va chiesto in negoziazione, senza pretendere che la persona ne spieghi l'origine.
Fase di entusiasmo iniziale, tipica di chi entra nella scena, in cui si accetta troppo e troppo in fretta. Fattore di rischio riconosciuto: la fretta è il terreno preferito dei predatori.
Riduzione temporanea dell'attività delle aree prefrontali, ipotizzata come base del subspace. Coerente con i dati sperimentali: chi riceve mostra prestazioni peggiori al test di Stroop durante la scena.
Stato di assorbimento totale descritto da Csikszentmihalyi. Nelle misurazioni disponibili corrisponde al profilo di chi conduce, più che a quello di chi riceve.
Contatto a distanza di uno e di tre giorni, previsto per intercettare il drop tardivo, che compare tipicamente tra ventiquattro e settantadue ore dopo.
Tre cose diverse. La soglia è il punto in cui uno stimolo comincia a essere doloroso. La tolleranza è quanto dolore si accetta di sostenere. La soglia del tessuto è il punto in cui si produce un danno, e resta ferma mentre le altre due salgono durante la scena. Lo scarto tra queste curve è dove avvengono gli infortuni.
Meccanismo descritto da Melzack e Wall nel 1965: l'ingresso di stimoli non nocivi riduce a livello midollare la trasmissione del segnale doloroso. Spiega perché la sensazione concorrente attenua il dolore.
Progressione lenta all'inizio di una scena. Attiva vasodilatazione, modulazione discendente e assorbimento dell'attenzione. Il colpo forte iniziale produce il massimo danno e il minimo di sensazione utile.
Messa in scena deliberata di materiale collegato a un trauma proprio. Somiglia alla terapia dell'esposizione e ne manca protocollo, elaborazione e neutralità di chi conduce.
Attribuzione dei sintomi psichici di una persona con disabilità alla disabilità stessa, con la conseguenza che non vengono valutati né trattati.
Strumenti da impact, con curve di sensazione diverse. La frusta a coda singola richiede addestramento per la precisione.
Canapa e juta per lo shibari, cotone e nylon per altri usi. Diametro e lunghezza standard variano per scuola.
Forbici a punta smussata per tagliare corde o nastro in emergenza. Devono essere sempre a portata di mano quando si lega. Regola non negoziabile.
Le manette metalliche da polizia rischiano di stringere progressivamente e ledere il nervo: le polsiere imbottite sono più sicure.
Impedisce la parola: richiede segnale alternativo. Rischi: soffocamento da vomito, danno alla mandibola, saliva. Mai lasciare la persona sola.
Deprivazione visiva. La hood integrale limita anche l'udito e la respirazione: attenzione al passaggio d'aria.
Simbolico o funzionale. Il collare con anello di trazione non va usato per tirare senza consapevolezza dei rischi al collo.
Mantiene arti divaricati. Attenzione a tempi e articolazioni.
Gabbie e cinture. Igiene quotidiana e verifica della circolazione.
Dispositivo a scarica superficiale, sensazione elettrica sulla pelle.
Struttura a X per fissare la persona in piedi. Arredo tipico dei dungeon.
Parte dell'attrezzatura, non accessorio: forbici, guanti, disinfettante, ghiaccio istantaneo, glucosio.
Distinzione che governa l'igiene. Silicone medicale, vetro, acciaio e ABS si disinfettano. Gomma jelly, TPE, cyberskin, lattice, cuoio e corda naturale trattengono materiale organico e non si sterilizzano: restano di una persona sola oppure vanno coperti.
Accordo di rinunciare alle barriere tra due o più persone. Presuppone test, esclusività dichiarata sui contatti senza barriera e un patto su cosa accade se qualcosa cambia.
Incontro conviviale in luogo pubblico, tipicamente un bar o un ristorante, senza pratiche, senza nudità, con abbigliamento ordinario. Porta d'ingresso consigliata alla scena: si parla, ci si conosce, non succede nulla.
Evento privato con gioco. Regole d'accesso, codice di comportamento, spesso selezione all'ingresso.
Spazio attrezzato per il gioco, privato o commerciale.
Persona incaricata di vigilare sulla sicurezza durante un party: interviene su pratiche pericolose e violazioni.
Non toccare persone o attrezzature altrui, non interrompere una scena in corso, non fotografare, chiedere prima di parlare a chi sta giocando, rispettare l'anonimato di chi si incontra.
Nome usato nella scena, distinto da quello anagrafico. Pratica di protezione, da rispettare.
Rivelare a terzi la pratica di una persona senza il suo consenso. Ha conseguenze reali su lavoro, famiglia e affidamento dei minori, e negli spazi organizzati comporta di regola l'allontanamento.
Social network dedicato al kink, principale luogo di aggregazione online internazionale. Note sui limiti di privacy della piattaforma sono d'obbligo.
Segnali di allarme nel comportamento di potenziali partner: rifiuto della negoziazione, pressione sui limiti, isolamento dalla comunità, "i veri sub non usano safeword", ostilità verso chi chiede referenze.
Prassi comunitaria di chiedere e dare riferimenti su una persona prima di giocarci. Strumento imperfetto ma utile.
Insieme di norme e prassi comunitarie orientate a prevenire e sanzionare le violazioni.
Persona di cui tutti nella comunità sanno, che tutti aggirano avvisando i nuovi arrivati in privato, e che continua a frequentare gli spazi. La metafora è quella del gradino rotto che nessuno ripara perché tutti hanno imparato a scavalcarlo.
Corteggiamento sproporzionato e immediato, che produce un debito relazionale e rende difficile porre condizioni più avanti.
Munch riservato a una fascia d'età più giovane, per evitare asimmetrie di età nei gruppi.
Riscontri su una persona chiesti a chi la conosce nella scena. Chiederle è prassi, e nessuna persona seria se ne offende.
Chi sorveglia le scene in uno spazio attrezzato e fa rispettare le regole della casa. Non partecipa e non gioca durante il turno. Chi vede qualcosa che preoccupa avvisa lui invece di intervenire.
L'insieme delle norme di uno spazio: contatto, fotografie, sostanze, aree di gioco, igiene, pratiche escluse, segnale di emergenza comune. Prevalgono su qualsiasi consuetudine generale.
Elenco di persone da non ammettere, tenuto da un gruppo. Protegge chi non ha modo di sapere, e manca di contraddittorio, scadenza e possibilità di riesame.
Sospensione dagli eventi durante la valutazione di una segnalazione, dichiarata come tale e distinta dalla sanzione.
Scriminante prevista dall'art. 50 del codice penale. Opera entro il limite dei diritti disponibili, e l'integrità fisica lo è solo in parte.
Vieta gli atti di disposizione del proprio corpo che cagionino una diminuzione permanente dell'integrità fisica, o che siano contrari a legge, ordine pubblico o buon costume. È il confine esterno dell'autodeterminazione sul corpo.
Indagine britannica e successiva sentenza della House of Lords del 1993, che confermò la condanna di cinque uomini per pratiche sadomasochistiche consensuali in privato. Principio affermato: il consenso non è difesa rispetto a lesioni oltre una certa soglia, salvo contesti riconosciuti.
Norma tedesca per cui il consenso rende lecita la lesione, salvo che il fatto sia contrario al buon costume. I giudici hanno escluso che il movente sadomasochistico lo violi di per sé.
Legge 75 del 1958. La prostituzione individuale e volontaria resta lecita; sono reati reclutamento, induzione, favoreggiamento, sfruttamento e gestione di locali.
Nella normativa europea sulla protezione dei dati includono quelli relativi alla vita sessuale, con tutela rafforzata.
Sottocultura nata nel dopoguerra statunitense, in ambiente gay motociclistico, da cui deriva buona parte del lessico e dei protocolli BDSM contemporanei.
Espressione applicata a posteriori alle prime generazioni della comunità leather maschile statunitense, anni cinquanta e sessanta, descritte come fortemente gerarchiche e ritualizzate, con percorsi di apprendistato. Molto di ciò che oggi si presenta come regola dell'Old Guard è ricostruzione posteriore, e va citato con cautela.
Codice dei fazzoletti: colore e tasca (sinistra o destra) segnalavano preferenza e ruolo. Nato come sistema pratico in contesti dove parlare era rischioso, oggi soprattutto memoria culturale.
Bandiera disegnata da Tony DeBlase nel 1989.
Evento leather e kink di San Francisco, il più grande al mondo nel suo genere.
Collettivo lesbico sadomasochista di San Francisco, fondato il 13 giugno 1978 e attivo fino al 1983. Primo gruppo di sadomasochismo lesbico degli Stati Uniti, autore collettivo di Coming to Power (1981), centrale nelle sex wars femministe.
Spaccatura del femminismo statunitense sulla sessualità tra fine anni settanta e anni ottanta, su pornografia e sadomasochismo, tra posizioni sex-positive e antipornografia. Momento pubblico di rottura: la conferenza di Barnard del 1982. Frattura mai davvero ricomposta.
Caso giudiziario britannico (anni Ottanta e Novanta) in cui uomini gay furono condannati per pratiche sadomasochiste consensuali: precedente sui limiti del consenso al danno. Da verificare nei dettagli prima di citarlo.
Psichiatra che nella Psychopathia Sexualis (1886) conia i termini sadismo e masochismo a partire dai cognomi di due scrittori, fondando la lettura patologizzante durata un secolo.
Fenomeno editoriale e cinematografico che ha portato il BDSM nel discorso mainstream veicolando però un modello di relazione problematico sul piano del consenso. Riferimento inevitabile in divulgazione, quasi sempre da correggere.
Opera di Richard von Krafft-Ebing, 1886. Duecentotrentotto storie cliniche e prima classificazione sistematica dei comportamenti sessuali. Vi compaiono per la prima volta i termini sadismo e masochismo.
Portare un fazzoletto colorato nella tasca posteriore per segnalare un interesse. Colore per la pratica, lato per il ruolo: sinistra conduce, destra riceve.
Servizio, non riconosciuto in Italia, che facilita l'accesso alla corporeità e alla sessualità per persone con disabilità. In alcuni paesi europei è regolamentato. Confini e formazione variano molto tra modelli.
Vedi devotee alla sezione 2.
Barriere concrete e simboliche: spazi inaccessibili, immaginario del corpo kink normato e atletico, presunzione di asessualità delle persone con disabilità.
Modifica di tecnica, posizione, durata o strumento per renderla praticabile su un corpo specifico. È la pratica fatta bene su quel corpo.
Ridotta, assente o anomala percezione del dolore e della pressione (neuropatie, lesioni midollari, CMT, diabete). Cambia radicalmente la sicurezza dell'impact e del bondage: il corpo non segnala il danno, quindi il controllo va spostato su tempo, ispezione visiva e limiti fissati a priori.
Risposta simpatica non frenata a uno stimolo sotto il livello di lesione midollare, in persone con lesione a T6 o superiore. Produce un innalzamento improvviso e grave della pressione arteriosa ed è potenzialmente letale. Causa più frequente: vescica distesa. Segnale d'esordio tipico: mal di testa violento e improvviso. Emergenza medica, da conoscere prima di giocare con questi corpi.
Nelle patologie neuromuscolari e croniche la scena va progettata sul budget energetico disponibile, con aftercare più lungo.
Uso di tabelle, pulsanti, segnali tattili o dispositivi come sistema di safeword per chi non può usare la voce. Da testare fuori dalla scena prima di usarlo dentro.
Sistema di sicurezza in cui chi conduce interroga a intervalli concordati invece di aspettare un segnale di arresto. Necessario quando il canale di uscita di chi riceve è debole o inaffidabile. In assenza di risposta la scena si ferma.
Interruttore a bassissima resistenza, mutuato dagli ausili per la comunicazione aumentativa, usabile come canale di arresto da chi non ha forza di presa.
Formula, gesto o oggetto che segna il passaggio dal contatto di cura al contatto di scena in chi riceve assistenza quotidiana. In assenza di dichiarazione il contatto è cura.
Le tre configurazioni possibili del rapporto tra dipendenza assistenziale subita e sottomissione scelta. La prima inverte la sorgente, la seconda rimette in scena la condizione a termini propri, la terza la riproduce senza che nessuno se ne accorga. Strumento di verifica nel tempo.
Ricostruzione condivisa di cosa quel corpo fa, sente, tollera e per quanto. Sostituisce la deduzione dalla diagnosi, e va aggiornata perché le condizioni fluttuano.
Avvicinamento per passi calibrati usato nelle condizioni di dolore cronico, con l'obiettivo di ridurre la difesa muscolare e riaddestrare la tolleranza. Funziona a condizione che il ritmo e l'arresto restino a chi prova il dolore.
Operatore all'emotività, all'affettività e alla sessualità. Denominazione italiana proposta per la figura dell'assistente sessuale, ripresa dalla proposta di legge depositata alla Camera nell'agosto 2024.
I tre livelli della normativa italiana sulle barriere architettoniche. Autonomia piena di ingresso e utilizzo, accesso ad alcune parti significative, possibilità di adeguamento successivo.